LETTERE IN LIBERTA’. CAPITOLO I

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LETTERE IN LIBERTA’

Vorrei cercare di raccontarvi attraverso dei capitoli, il percorso che il compositore e la musica fanno per arrivare al film finito. Questo basandomi sulle domande più frequenti che mi vengono rivolte da chi ha interesse e curiosità nella relazione che c’è tra musica e cinema.

Uno

La prima apparizione del film da fare é ovviamente quando ti chiedono se vuoi farlo.

Di solito qui in Italia, non esistendo la figura dell’agente che ti rappresenta come in altri paesi, la proposta arriva più di frequente direttamente dal regista, ma può succedere che siano un produttore o un editore musicale a contattarti. Può accadere che ti chiamino prima che le riprese abbiano inizio oppure mentre lo stanno girando o addirittura a film concluso. In questo caso può venire il sospetto che qualcun altro fosse stato chiamato prima di te e che poi sia successo qualcosa ed è venuto fuori il tuo nome. In questo caso, io non ho mai indagato.

Allora, ora hai accettato di fare il film, perché ti piace, perché il regista è simpatico, perché hai bisogno di soldi (anche se questo è un punto delicato). Saltiamo la parte burocratica, che prevede un accordo di massima precontrattuale tra produzione, edizione musicale e il tuo avvocato se ce l’hai, altrimenti fai da solo.

Ah, nell’approccio iniziale con il tuo regista, vagamente o dettagliatamente, hai saputo che tipo di film è e cosa racconta, gli interpreti e un’idea di quando la musica dovrà essere registrata in relazione alla post produzione del film.

La musica rientra nella post produzione, cioè in quella fase conclusiva del montaggio, dove partono assieme altre lavorazioni, solitamente ed eventualmente il doppiaggio o ridoppiaggio di alcuni attori, il suono (effetti sonori) e mix finale, dove tutto viene fuso assieme.

Ti incontri ora con il regista. Hai letto la sceneggiatura e si parla, si parla, si parla. Si fanno congetture, si lasciano andare liberamente le idee, anche le più assurde. Il regista ti racconta più volte il film finito o che inizierà a girare di lì a poco, sempre da angolazioni diverse e sempre con attenzione diversa concentrandosi su particolari concetti a volte anche astratti…

Queste sono le prime sollecitazioni importanti che colpiscono e suscitano pensieri musicali…

Penso per esempio ai miei incontri con Gianni Amelio, raccontatore generoso e vibrante. Così come Daniele Luchetti è una sorta di Ariele leggiadro e velocissimo nell’accostare idee musicali a quelle drammaturgiche.

Devo precisare che spesso il regista per farsi comprendere parlando di musica in astratto, quando ancora non è stata composta, porta come esempi musiche di repertorio, preesistenti. Quindi i riferimenti alla classica, al pop, alla etno e chi più ne ha più ne metta, si sprecano. Questo è un veicolo e un metodo che può rivelarsi prezioso per intendersi e creare un codice comune di comunicazione lì dove le parole non arrivano. Penso a Nanni Moretti spesso riluttante e riflessivo sia sulle proposte proprie sia su quelle che gli vengono fatte. Ogni regista ha la sua peculiarità quando si entra nella fase della lavorazione musicale. Ha il proprio modo di comunicare e di ricevere. Il regista è in simbiosi con il film, e presto entri anche tu in questo nucleo. Louis Malle, diceva a proposito dei compositori che scrivono per il cinema: “Nutro verso di loro un’ammirazione incondizionata. Li incontri e cominci a parlare di una cosa che non esiste. Dopo un mese c’è un’orchestra e ascolti la musica che prima non c’era, il film è completo, ti commuovi, ti appassioni, sei felice”.

E questo è, in una super sintesi, tutto l’ambaradan dell’approccio.

Concludo con un piccolo glossario che potrebbe tornare utile in questi nostri incontri qui.

Glossario :

Titoli di testa

Titoli di coda

Tempi musica

Anello/anelli musica

Musica diegetica e extradiegetica

Sincroni

Effetti

Voce fuori campo

Mix

Titoli di testa

S’intende per “Titoli di testa” le scritte che solitamente appaiono all’inizio della pellicola, prima che il film inizi, con gli interpreti, i collaboratori fino all’ultimo cartello con il nome del regista. Musicalmente parlando, in gergo, dicendo Tdt (Titoli di testa) ci si riferisce al brano musicale che accompagna proprio l’inizio del film, che costituisce a suo modo una piccola ouverture, un preludio musical-concettuale dove il carattere del film viene delineato. Ma attenzione, altrettanto importante è la scelta di non usare musica sui cartelli dei titoli, …Sulla scelta dei Titoli di Testa, con musica o senza, la loro sequenza, il loro blocco insomma, si potrebbe, e non sarebbe male, scrivere un saggio…

Qui di seguito, scelti tra i moltissimi straordinari Titoli di Testa della storia del cinema, quattro sequenze esemplari a mio avviso. Di diverse epoche, stili. Due americane, due italiane.

https://www.youtube.com/watch?v=8CiOcgvgq2o

https://www.youtube.com/watch?v=gaLDyrun_Cc

https://www.youtube.com/watch?v=-Cbv_13_AIk

https://www.youtube.com/watch?v=G7PreNCv78A

Franco Piersanti