Sono un compositore.

Scrivo musica dall’età di undici anni e nel corso del tempo comporre è diventato il mio lavoro, quello che mi ha dato da vivere. Anche se inizialmente ho lavorato più spesso componendo musiche di scena per il teatro, sono stati i film e i registi che ho avuto l’opportunità di incontrare e la musica scritta per loro a concretizzare il mio modo d’essere nella musica.

Amo comporre musica per il cinema; entrare ed essere parte di quel processo creativo, ogni volta così differente, che inizia quando musica e immagini in movimento si fondono. L’idea di essere ispirato dal racconto di un regista o dalle immagini del film che ha appena terminato di girare, o che ancora sta filmando, mi appassiona infinitamente. Così come mi appassionano le modifiche e gli interventi in sala di registrazione, all’ultimissimo momento, in un brano che sembrava definitivo e trasformarlo su una intuizione o un esigenza del regista e modificarlo in un modo del tutto imprevisto, a cui non avevo pensato. O ancora al contrario, come la musica possa suggerire dei cambiamenti al montaggio in una o più scene per le quali era stata concepita. Situazioni e stimoli che soltanto chi scrive per il cinema conosce.

Pensando musica per le storie e le immagini del cinema sono stato attento ad evitare i pericoli di certa retorica che spesso e facilmente, musica e immagine insieme possono produrre. In questo mestiere ho sempre avuto molto pudore nel far parlare chiaro i sentimenti, nello svelarli, con la musica legata alle immagini preferisco nascondere, astrarre, allontanarmi dal soggetto emotivo. Ovviamente non tutti i registi sono d’accordo su questo modo di sentire, con questo punto di vista perché portati di più al raccontare esplicito, al sottolineare e all’aggiungere piuttosto che al sottintendere o al sottrarre. Invece tanti altri registi lo condividono, ed è con loro che sento di aver creato nel tempo una precisa, vera e particolare poetica. In tutti e due i casi comunque, ho avuto la fortuna, per non dire il privilegio, non guadagnato senza fatica, di trovare, mantenere e affermare la mia voce, quella che comunque penso sarebbe stata, se mi fossi inoltrato nel mondo dello scrivere musica non applicata a nulla, soltanto seguendo quella che chiamiamo ispirazione. Ma è stata proprio la settima arte, il Cinema, la mia principale fonte d’ispirazione. Attraverso di esso ho nutrito la capacità di percepire la realtà che ci circonda per restituirla in quella forma-struttura insondabile che è la musica.

Franco Piersanti