LETTERE IN LIBERTA’. CAPITOLO III

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LETTERE IN LIBERTA’

TRE- CONFESSO CHE MI TROVO IN UN VICOLO CIECO

Confesso che mi trovo in un vicolo cieco.

Il piccolo progetto di raccontarvi il percorso che un compositore – io – compie dall’ingaggio alla conclusione della composizione e della registrazione delle musiche per un film, a questo punto mi sembra realmente difficile, o superiore alle mie capacità di narratore.

Voglio dire che il fulcro centrale al quale eravamo arrivati, quello della creazione vera e propria, è così complesso e imponderabile che scriverne, almeno per me, diventa davvero difficile. Non valgono qui gli anni di esperienze didattiche di vario genere che ho sulle spalle, il contatto diretto e il tempo a disposizione con compositori e talvolta uditori non musicisti; scriverne é diverso.

Mi troverei a dover accumulare un tale numero di esempi audio o clip tratte da film, per esplicare le infinite ipotesi compositive, per mostrare come sono stati affrontati e risolti problemi di carattere drammaturgico e musicale via via nel corso della storia della musica applicata e le parole diventerebbero troppe o troppo poche. Innumerevoli sfumature, complicato raccontare della percezione che è nella testa di un compositore nel momento di certe scelte, argomento certamente fascinoso ma veramente impervio. Parlare del perché si scelga un tema piuttosto che un altro, come si fa senza ascoltare tutti quelli che arrivano alla mente, si appuntano e si portano avanti scegliendone soltanto uno alla fine, perché solo quello ci appare possibile e giusto? O al contrario, escludere qualsiasi presenza tematica, vuoi perché secondo te il film non lo richiede (sempre secondo te) oppure perché è un regista a non volere nessun tema. Come si fa a raccontare questo processo genericamente senza mostrare scene diverse di un film per comprendere attraverso quelle la ragione dell’assenza tematica. E poi, dicendo “ non tema” che si intende? Musica aleatoria? Atematica? Coloristica? 

Per me scrivere per un film, l’ho già detto, non è diverso dal comporre “musica assoluta” – per usare un termine coniato da Ennio Morricone per definire la musica concepita in totale libertà, senza una applicazione finale – la differenza sta però che quel che nasce nella mia testa è sollecitato e suggestionato dai messaggi che le immagini rimandano e più precisamente dal soggetto di un film, da come quella storia poi è stata tradotta in immagini, dal tipo recitazione, dal taglio che il regista ha scelto o ha ottenuto. Mille elementi contribuiscono a costituire il vero nucleo per l’ispirazione musicale. Augurandosi poi che arrivi…

Ma poi… alla fine avrei esposto un punto di vista, uno solo, il mio. Il mio metodo, quello che colpisce la mia sensibilità, e tutto quello che la mia tecnica e conoscenza mi permette di esprimere. Sarebbe bello riuscire a vedere e rendersi conto invece di come e quante musiche diverse tra loro, compositori di estrazione diversa possano affrontare e interpretare lo stesso film con approcci e conclusioni incredibilmente lontane tra loro.

Molti anni fa, a Parigi, in una serata fu proiettato un breve filmato di circa tre minuti, dato da interpretare musicalmente a tre compositori. Francis Lai, Michel Legrand ed Ennio Morricone. Musicisti a loro modo leggendari. La breve sequenza mostrava il risveglio di Parigi, dalle prime luci dell’alba sulla città vuota e al suo progressivo animarsi. Morricone mi ha raccontato che a differenza dei primi due, che scrissero partiture belle, flessuose, malinconiche e colme di joie de vivre, lui iniziò il brano con l’accordatura dell’orchestra, la lenta e successiva costruzione armonica che l’orchestra produce attorno alla nota La e poi da qui partiva un luminoso e timbricamente ricco movimento orchestrale che riempiva le immagini.

Io purtroppo non li ho ascoltati quei brani ma questo è l’esempio cui mi riferivo prima, le varianti d’interpretazione sono innumerevoli e possono tutte essere straordinarie visioni di una stessa cosa.

Se troverò un modo di parlarvi ancora del comporre per il cinema spero di ritrovarvi qui, ad ascoltare e leggere. Intanto vi ringrazio e vi mando un caro saluto

p.s. Tre ascolti suggeriti.

Parlavamo di quei tre diversi compositori. Qui tre loro partiture che io amo molto e che li rappresentano nelle loro peculiarità.

Ennio Morricone  https://www.youtube.com/watch?v=-ZEzE-6L2F0

Francis Lai https://www.youtube.com/watch?v=NiipI3vUWv8

Michel Legrand https://www.youtube.com/watch?v=kLXNBu6_JNA

Franco Piersanti