Romano di nascita (1950) e di formazione, Franco Piersanti rappresenta da circa quarant’anni una delle voci più originali nel panorama italiano ed europeo della musica applicata (cinema, teatro, televisione). Autore curioso e coerente, capace di sfoderare ironia tagliente e angolosità stravinskijane quanto di sciogliersi in un lirismo misurato, malinconico e disarmante, Piersanti si è distinto per un idioma personale ed evocativo, fatto di mezze tinte, preziosismi costruttivi e suggestioni timbriche, che da una parte lasciano trasparire l’eredità (decantata) del Novecento storico, dall’altra attingono al vasto patrimonio delle musiche del Mediterraneo. Il tutto senza perderne in immediatezza comunicativa. Ciò ha consentito alla sua musica per lo schermo di esplorare le complessità e le contraddizioni dell’animo umano con precisione quasi chirurgica – e allo stesso tempo con una forma di “pudore espressivo” – ma anche di cogliere l’anima dei luoghi d’ambientazione delle pellicole in cui era coinvolto senza mai indulgere al cartolinesco. Nella ricerca di uno stile di scrittura più “suggestivo” che “assertivo”, Piersanti ha sempre tentato di mantenersi a debita distanza dalla retorica tradizionale del commento musicale: in tal senso la genesi della sua poetica è andata intrecciandosi con quella di due cineasti (Nanni Moretti e Gianni Amelio) che a diverso titolo hanno fatto dell’essenzialità, dell’asciuttezza espressiva la loro cifra stilistica.

Assistente di Nino Rota fra il 1975 e il 1977, Piersanti approda alla composizione per film con Io sono un autarchico, primo lungometraggio di Moretti (1976) che inaugura fra i due una fortunata collaborazione, proseguita con Ecce Bombo (1978), Sogni d’oro (1981), Bianca (1984) e, diversi anni dopo, Il caimano (2006), Habemus Papam (2011). A questo primo sodalizio, si aggiunge presto quello con Amelio Colpire al cuore, 1982; I velieri, 1982; Porte Aperte, 1990; Il ladro di bambini, 1992; Lamerica, 1994; Così ridevano, 1998; Le chiavi di casa, 2004; La stella che non c’è, 2006; Il primo uomo, 2011; L’intrepido, 2013). «Ho sempre associato» scrive Piersanti «questi due registi, così diversi tra loro, all’unione di riflessione e ispirazione, rigore e fantasia nel senso autentico della parola». Non meno stimolanti, nella carriera del compositore, le esperienze con Ermanno Olmi (Il segreto del bosco vecchio, 1993), Bernardo Bertolucci (Io e te, 2012), Daniele Luchetti (Mio fratello è figlio unico, 2007; La nostra vita, 2010; Anni felici, 2013) Carlo Lizzani (Mamma Ebe, 1986; Emma, 1988), Cristina Comencini (Il più bel giorno della mia vita, 2002; La bestia del cuore, 2005), Mimmo Calopresti (La seconda volta, 1995; La parola amore esiste, 1998; Preferisco il rumore del mare, 2000, La felicità non costa niente, 2003), Marco Tullio Giordana (Sanguepazzo, 2008; Romanzo di una strage, 2012), Roberto Faenza (Marianna Ucria, 1998), Carlo Mazzacurati (L’amore ritrovato, 2004), Margarethe Von Trotta (Paura e amore, 1988), Emanuele Crialese (Terraferma, 2011), Marco Risi (Il branco, 1994; Fortapàsc, 2009), Paolo Virzì (Tutta la vita davanti, 2008). Fra le collaborazioni televisive vale la pena ricordare quella con Alberto Sironi (Il grande Fausto, 1995; Il commissario Montalbano, 1999-2016; Eroi per caso, 2011) e Maurizio Zaccaro (Cuore, 2003; I ragazzi della via Pàl, 2003). In relazione alla fortunata serie tratta dai romanzi di Andrea Camilleri – giunta ormai alla sua decima stagione ed esportata in diciannove paesi – non si può non sottolineare il contributo decisivo della musica di Piersanti nella ri-evocazione sullo schermo della Sicilia di Montalbano quale “archetipo letterario”, credibile proprio perché scevro da cliché popolareschi o di genere.

Nell’ambito del cinema di animazione, si segnalano invece le suggestive musiche scritte per Corte Sconta detta Arcana (Pascal Morelli, 2001, tratto dall’omonimo episodio di Corto Maltese disegnato da Hugo Pratt). Le musiche per film di Franco Piersanti hanno ottenuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra cui il premio UCMF – Union Des Compositeurs De Musiques De Films Miglior Colonna Sonora al Festival di Cannes 2007, tre David di Donatello, due Grolle d’oro, due Nastri d’argento, sette Ciak d’oro, un Globo d’oro, tre premi “Ennio Morricone” al Festival internazionale del film di Taormina, e  molti altri ancora più svariate candidature.

Fin dagli Anni ’70, Piersanti ha affiancato alla composizione per il cinema quella per il teatro: fra gli esiti più prestigiosi di questa attività, vale la pena di menzionare il balletto Sueño, ispirato all’opera di Francisco Goya per la Martha Graham Dance Company di New York (2005); Kaos, da Luigi Pirandello per Martha Clarke, New York (2006), nonché le musiche di scena per una cinquantina di allestimenti teatrali tra i quali: La donna serpente di Carlo Gozzi,1979 Re Niccolò di Frank Wedekind 1982, Turcaret  di Alain-René Lesage 1981, Acarnesi di Aristofane 1994, tutti con la regia di Egisto Marcucci, Carlo Cecchi Il coraggio di un pompiere napoletano di Eduardo Scarpetta 1986, La Tempesta 1984, Amleto 1989, Leonce e Lena di Georg Büchner 1994, Sogno di una notte di mezza estate 1997, Il mondo salvato dai ragazzini Elsa Morante 1998.

Il catalogo di musica da concerto di Franco Piersanti comprende svariate composizioni orchestrali e da camera: tra queste Ruah, cantata sugli effetti del vento sul mare e la terra, per soli e orchestra 1988 Notte con ospiti, moritat in versi e musica da Peter Weiss 1978;  Rorate Coeli cantata sacra per soli coro e orchestra, Last Blues to be read some day, ciclo di liriche per soprano e pforte su testi di Cesare Pavese, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Aldo Palazzeschi, Alfonso Gatto 1973, La Malinconia e la sua cura, per violino e orchestra d’archi Commissionato da RadioFrance 2008, Requiem marino per violino e orchestra 2010, composizione dedicata «a chi ancora oggi, cercando di fuggire dalla sofferenza e sperando in una vita migliore, la perde invece finendo sul fondo del mare».

Pur non dedicandosi con assiduità all’attività didattica, Piersanti ha tenuto corsi di composizione per il cinema in co-docenza con il musicologo Sergio Miceli a Canosa di Puglia (Multimediarte), Ascoli Piceno (Conservatorio “G. Spontini”), Fiesole (CRSDM), Milano (Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”). Nel 2012 ha fondato l’Orchestra giovanile “Georges Méliès”. Pensata per richiamare l’attenzione sul futuro dei giovani musicisti, l’orchestra purtroppo ebbe breve vita per sopraggiunti problemi organizzativi ed economici.


Renata Scognamiglio