La vita che verrà

Roma, 4 giugno 1944. Mentre gli americani fanno il loro ingresso nella città, quattro giovani si incontrano nel popolare quartiere della Garbatella: Nunzia, cameriera, rimasta sola con una bambina di otto anni e un neonato (la madre è morta nel darlo alla luce), figli dell’ingegner Padovani ebreo deportato da nazisti: Pietro, tipografo clandestino sfuggito miracolosamente alle retate: sua sorella Rosa, sarta in casa: e infine Romano, un venditore ambulante arrivato da Napoli al seguito degli americani. Seguono giorni difficili. Poi le cose migliorano e il 2 giugno 1946 i nostri quattro amici si ritrovano tutti insieme a festeggiare la vittoria della repubblica. Quell’anno torna anche l’ingegner Padovani che riprende con sé i figli. Le vite di Rosa, Romano, Pietro e Nunzia finiscono per convergere in un duplice matrimonio. I quattro vanno a vivere insieme nella casa di Pietro alla Garbatella si trovano un’occupazione e nascono figli: Michele, da Nunzia e Pietro; Giovanni, da Rosa e Romano. Romano, diventato un militare del Partito Comunista, viene inviato al sud dove incontra Viviana Vitanza, una giovane funzionaria comunista, con la quale vive un’improvvisa e travolgente storia d’amore. Nel 1956, Pietro si trasferisce a Padova per dirigere una piccola attività tipografica. Nunzia è nuovamente incinta. Dopo i tragici fatti d’Ungheria, Romano abbandona il Partito. Insoddisfatto e frustrato, entra in crisi con la moglie Rosa. Pietro invece è assorbito totalmente dal suo lavoro. Con Nunzia è la rottura. Va via da Padova e si trasferisce a Genova con i figli, Michele e Sara. È il 1960. La tipografia chiude, sequestrata per fallimento. Padre e figlio partono per Roma, dove Romano lo aiuta a risolvere parte dei suoi problemi finanziari. Intanto Rosa, incinta, trascorre le vacanze al mare con Giovanni, e Nunzia la raggiunge con la piccola Sara. Mentre un giovane etiope, Abebe Bikila, percorre a piedi nudi le strade di Roma vincendo la maratona, Rosa, Romano, Pietro, Nunzia e i loro figli si ritrovano. Insieme, dopo tanto tempo brindano come una volta alla vita che verrà.

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LETTERS IN FREEDOM. CAP V

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LETTERS IN FREEDOM

FIVE – IN THE EDITING ROOM DARKNESS

The editing room is known as a mysterious and powerful place. Next to the editor and his/her assistants, the director dismantles and upsets the dream, becoming Merlin.
Encounters that the cinema Fate, in its unfathomable project causes, in front of the Moviola enhance themselves becoming friendships lasting a lifetime or a few seasons, or links and old fellowships that can fall apart leaving gloomy resonances. But I do not want to reaffirm something many of you know very well. (more…)

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